Rendite catastali, valori in incremento nel 2016

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L’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate ha recentemente pubblicato gli ultimi dati relativi all’andamento dello stock immobiliare tricolore, e delle conseguenti rendite catastali nel corso del 2016. Ebbene, stando agli aggiornamenti compiuti, è emerso come la rendita catastale complessiva che è stata attribuita allo stock immobiliare italiano sia stata pari a 37,1 miliardi di euro nell’ultimo anno, di il 60,8% in mano alle persone fisiche (22,6 miliardi di euro), il 39,1% in mano alle persone non fisiche (14,5 miliardi di euro), e lo 0,1% attribuibile ai beni comuni censibili (30 milioni di euro).

stock immobiliareRaffrontando i dati 2016 con i precedenti aggiornamenti al 31 dicembre 2015, emerge anche come la rendita catastale complessiva sia diminuita dell’1,1%. Lo spaccato del valore di rendita complessiva per gruppi catastali ci dimostra come il motivo di tale retrocessione sia da imputarsi al contributo del gruppo D, calato del 5% a/a a 10,4 miliardi di euro, in seguito all’introduzione delle nuove norme di cui alla Legge di stabilità del 2016, che hanno escluso dal calcolo della rendita le componenti impiantistiche destinate alla produzione, e alcune operazioni di rettifica di rendite catastali errate che erano state precedentemente introdotte nelle banche dati.

Suddividendo i valori complessivi di rendita catastale per il numero di immobili, emerge altresì come la rendita media nel 2016 sia stata pari a 577 euro, quale ponderazione tra una media di 396 euro per gli immobili di proprietà delle persone fisiche, 2.002 euro per gli immobili delle persone non fisiche e 331 euro per gli immobili di cui alla categoria dei beni comuni censibili.

Più nel dettaglio, il valore di rendita media per le abitazioni (categoria A, tranne la A/10) è stato pari a 484 euro, contro i 1.574 euro per la classe A/10. Ulteriormente, all’interno della categoria A, viene evidenziato come le categorie più diffuse, A/2 e A/3, abbiano dato seguito a rendite rispettivamente pari a 626 euro (625 euro per le persone fisiche) e 420 euro (419 euro per le persone fisiche).

Sempre dai dati OMI viene inoltre rilevata la consistenza media per singola proprietà abitativa, intesa come numero medio di vani: nella classe A la consistenza “tipo” è stata pari a 5,5 vani, con una media di 5,9 vani (6 per le persone fisiche) per la categoria A/2 e una media di 5,4 vani (5,4 vani per le persone fisiche) per la categoria A/3. Ragionando in termini di superficie media, emerge infine come nel gruppo A il valore 2016 sia stato pari a 117 metri quadri, con 126 metri quadi (127 per le persone fisiche) per la categoria A/2 e con 110 metri quadri (111 per le persone fisiche) per la categoria A/3.

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